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Psycho

Pubblichiamo un estratto del libro di David Thomson ‘Psycho. Come Hitchcock insegnò all’America ad amare l’omicidio’ edito da minìmum fax che ringraziamo.

“La sala cinematografica ci aveva sempre incoraggiato a credere che fossimo al sicuro, racchiusi al caldo nella sua penombra. È un posto confortevole e confortante, al modico prezzo di un nichelino… o dodici dollari e mezzo. Entrate e troverete sollievo dall’afa, o dal freddo. Entrate e dimenticate i vostri dispiaceri e tutti i guai del mondo. La nostra sala ha un rifugio antiaereo privato. Fate una pausa dopo una lunga giornata alla guida. Il cinema è un accogliente motel con biancheria pulita e doccia calda.
Fino a che punto la gente credeva a questa promessa? L’invito era ambiguo: sì, potevamo vedere donne che si spogliavano e uomini che sparavano come se le munizioni non finissero mai. Ma solo perché non eravamo lì, nel «lì» dello schermo. Eravamo voyeur, non potevamo essere colpiti dai proiettili, ma nemmeno toccare le donne. Eppure c’era anche il brivido del rischio: la sensazione di non poter fuggire, di essere intrappolati tra le file gremite di gente seduta. E se la lampada del proiettore mandasse a fuoco tutto l’edificio? (In effetti la pellicola si incendiava molto facilmente ai primi tempi.) E se le situazioni «controllate» e censurate che vediamo sullo schermo cedessero all’improvviso il posto a orge e massacri? (Che orrore! Che delizia!) E se la locomotiva uscisse dallo schermo e ci venisse addosso? E se il coltello che abbiamo davanti agli occhi cominciasse a brillare e prendere corpo nella nostra mano e ci ritrovassimo a colpire, colpire, colpire?

Fin dall’inizio, Psycho giocava con questi scenari e altri ancora più oscuri. C’era la sensazione che sarebbe stato di gran lunga il film meglio realizzato della storia, se si pensava ai film come a treni fantasma, sogni o esperimenti di suspense. Chiunque capisse qualcosa di film si accorse immediatamente che Psycho non aveva solo cambiato «il cinema», ma anche svelato l’osceno segreto: il mezzo cinematografico era pronto a una ribellione oltraggiosa in cui il sesso e la violenza non erano più soltanto giochi, erano i protagonisti. Psycho era così sfacciato che il pubblico doveva riderne per non farsi affascinare dal brivido della malvagità. Il titolo avvertiva che il personaggio principale era un po’ matto, ma il punto era che anche il pubblico, nel suo esperimento autoinflitto con il pericolo, avrebbe potuto esserlo. Il sesso e la violenza erano pronti a esplodere, e la censura si accartocciò come l’ombrellino da sole di una vecchia signora. L’orgia era arrivata.

Alla fine degli anni Cinquanta Hollywood non era poi così diversa rispetto ai vecchi tempi. Erano usciti Sentieri selvaggi, Rio Bravo e Dove la terra scotta, tre dei migliori western di sempre. Aveva prodotto Ben-Hur, Gigi, Il gigante e Il giro del mondo in 80 giorni, grandiosi spettacoli senza limiti quanto a budget e ambizioni ma molto deludenti quanto a immaginazione. C’erano musical (Il re ed io, Alta società, South Pacific), kolossal biblici (I dieci comandamenti) e storie edificanti di umanità e sacrificio (Il diario di Anna Frank, La parete di fango). La maggior parte aveva il lieto fine; anche quando Anna Frank moriva venivamo subito tranquillizzati: i suoi nemici sarebbero stati sconfitti e la virtù di Anna era una fiamma eterna. In disparte, certo, c’era qualche sguardo indipendente, film su un’America più profonda, in cui regnavano paura e disordine – Un bacio e una pistola, Dietro lo specchio, La morte corre sul fiume, Piombo rovente, A qualcuno piace caldo – barlumi di una società reale ma allarmante (la maggior parte erano ancora in bianco e nero perché era considerato più «grezzo»). Ma non erano questi i film che Hollywood considerava importanti.”

© minimum fax, 2020
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Psycho_ David Thomson _minimum fax

 

Psycho
Come Hitchcock insegnò all’America ad amare l’omicidio
David Thomson
minimum fax

Titolo originale: The Moment of Psycho. How Alfred Hitchcock Taught America to Love Murder
Traduzione: Dante Impieri

Pagine: 143
Pubblicazione: nov 2020
Prezzo: 16 euro

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