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di Mario Soldaini

Il tanto atteso ritorno alla normalità, se riferito ai lavoratori dello spettacolo, sembra essere ancora lontano. Cinema e teatri, già gravemente colpiti dagli esiti della pandemia, si interrogano oggi sulla completa riapertura delle sale e chiedono, al pari delle altre associazioni di categoria, un tavolo di lavoro e discussione con le istituzioni.

In gioco vi è qualcosa di più che la stessa riapertura delle sale al 100%. Vi è infatti la necessità di intavolare un dialogo necessario tra il mondo della politica e il mondo dello spettacolo. Il discorso su cinema, teatri e sale da concerto, così come il discorso sui musei, non può più essere considerato di secondo piano. La cultura e la sua offerta formativa sono oggi, ancora più di prima, dei beni essenziali.

Il prossimo 30 settembre il Comitato Tecnico Scientifico si riunirà per decidere sulle misure di distanziamento nei luoghi preposti alle attività culturali, sportive sociali e ricreative. Ciò che il Presidente del Consiglio Draghi ha proposto è un progressivo allentamento delle restrizioni nei luoghi della cultura, tra questi: cinema e teatri. La strada che ormai sembra essere stata intrapresa prevede una nuova fase intermedia al 75-80% di capienza nei mesi di ottobre e novembre per arrivare in maniera progressiva, entro i primi giorni di dicembre, al 100% della capienza.

Il Presidente della SIAE Giulio Rapetti Mogol ha chiesto di ripartire al 100% per contrastare il dramma psicologico che, da ormai molti mesi, affligge artisti e spettatori. Dichiara Mogol con la petizione SIAE Cultura 100×100: «fateci ripartire in sicurezza ma fateci ripartire realmente. Abbiamo la sensazione che nel Governo prevalgano o rischino di prevalere atteggiamenti e posizioni minoritarie che francamente sembrano più irragionevolmente emotive che realmente razionali. Non vogliamo ammalarci ma il rischio di morire sani è ormai molto reale.» A questo si aggiunge la situazione di profonda instabilità cui dall’inizio della pandemia sono esposti esercenti e lavoratori del mondo della cultura.

Mario Lorini, presidente nazionale ANEC, dichiara, ringraziando per l’impegno le istituzioni, della necessità di un confronto immediato con gli esercenti e le associazioni di categoria penalizzate e ormai allo stremo.«In Europa» aggiunge Lorini, «si apre al normale ritorno nelle sale di cinema e teatri. Vorremmo essere convocati dal governo per spiegare le nostre ragioni, come hanno fatto i sindacati confederali.» A Lorini fa eco l’appello lanciato da Francesco Giambrone, presidente delle Fondazioni Liriche che afferma all’ANSA «la situazione non è più sostenibile. Una nuova chiusura per noi oggi sarebbe un disastro.»

Sulla capienza al 100% e l’abolizione del distanziamento si è discusso anche in ambito musicale con una proposta proveniente dal mondo della musica e firmata già da grandi Star, tra queste Nick Cave e Elton John, che chiedono ingresso ai concerti con certificazione verde e mascherina per permettere finalmente, a partire dal 31 ottobre, concerti senza distanziamento e capienza al 100%.

Insomma, il 30 settembre il Comitato Tecnico Scientifico esprimerà il proprio parere ma intanto i film, dopo infiniti rimandi, ritornano nelle sale per aspettare il loro pubblico. Il 23 settembre sono arrivati nei cinema Tre piani di Moretti e Drive my car di Ryusuke provenienti entrambi dal Festival di Cannes, mentre proprio per il 30 settembre è prevista l’uscita di No Time to Die, l’ultimo film della saga sullo 007 più famoso al mondo. Speriamo davvero che questo titolo sia di buon augurio. Per cinema e teatri non è tempo di morire. In ogni caso, dobbiamo dirlo, staremo a vedere.

L’immagine scelta per questo articolo rappresenta la sala del cinema Il Caravaggio di Roma (che ringraziamo) pronta per accogliere un incontro. Che sia di buon auspicio in questo momento di confronti.

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