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Inquadratura, scena, sequenzaDiego Cassani - Fabrizia Centola Dino Audino Editore

Pubblichiamo un estratto del libro di Diego Cassani e Fabrizia Centola ‘Inquadratura, scena, sequenza’ edito da Dino Audino Editore che ringraziamo.

Un uomo, costretto su una sedia a rotelle dopo un grave incidente, è immobile davanti a una finestra e guarda ciò che accade nelle finestre della casa di fronte. Sono piccole porzioni di realtà incorniciate e a loro volta contenute in una più grande cornice, la finestra da cui l’uomo guarda. Stiamo raccontando La finestra sul cortile (1954) di Alfred Hitchcock, un film di cui tanto si è parlato e si continua a parlare perché – al di là della trama, indubbiamente intrigante, al di là degli interpreti, una meravigliosa Grace Kelly e un affascinante James Stewart – è un film che rappresenta il cinema stesso: abbiamo l’immobilità dell’uomo, lo spettatore, abbiamo (in controcampo) ciò che vede, e abbiamo una trama costruita attraverso un lavoro di esplorazione e di messa in successione di indizi e di reazioni. A questo occorre aggiungere un altro elemento, l’utilizzo del mezzo, una macchina fotografica munita di teleobiettivo, che a sua volta inquadra, suddivide la realtà in frammenti e varia la distanza relativa tra osservatore e oggetto osservato

La finestra sul cortile (1954) di Alfred Hitchcock

(Fig. 1). {☞ La finestra sul cortile, scheda film}

Il nostro uomo immobile, la sua finestra e la sua macchina fotografica stanno creando il cinema. La realtà viene inquadrata, contenuta dentro una cornice, dalle dimensioni costanti, mentre ciò che scorre al suo interno è suscettibile di variazioni: è illuminato, è in penombra, è visibile, si avvicina o si allontana, appare, scompare (1), transita da uno spazio all’altro, come quando, sempre nel film, una donna si muove nell’appartamento e passa progressivamente da una finestra all’altra. Lo sguardo dell’uomo, come quello di ogni spettatore, si muove a seconda degli impulsi, indaga ciò che appare davanti ai suoi occhi, viene attirato dai movimenti, dai rumori, dalle voci e dalle luci, dalle ombre, dalle composizioni cromatiche e dai cambiamenti.
Nella vita reale la nostra esperienza si sviluppa nella continuità del nostro esistere e ciò che accade attorno a noi si sviluppa nella sua interezza: il nostro occhio esplora e seleziona, ci muoviamo nello spazio e ci avviciniamo per vedere meglio, volgiamo lo sguardo e così facendo creiamo un’articolazione di senso. Nel film, al contrario, il percorso di visione è predeterminato, è un altro occhio a fare il lavoro per noi, a stabilire le successioni di immagini per raccontarci una storia. Quella che scorre davanti ai nostri occhi è un’esperienza progettata, uguale per tutti, che si rinnova sempre identica: a distanza di anni Grace Kelly continuerà a sfogliare una rivista di moda vestita di nero e tulle bianco, la narrazione si svilupperà come sempre ma, contemporaneamente, nella ripetizione, potremo dire che il tempo si è fermato. È un’esperienza che supera il tempo, rinnovando il patto tra un autore e uno spettatore, qui e ora.
Qualcuno ha scelto per noi, questo è certo: ha deciso cosa dobbiamo guardare e per quanto tempo, ha stabilito quando, come e cosa farci vedere, a quale distanza, da che punto di vista. Inquadrare non vuol dire solo riprodurre ciò che si trova davanti alla macchina da presa: significa selezionare, rendere evidenti gli elementi che danno significato, ma anche saperli omettere; vuol dire creare un percorso di senso per lo spettatore, sguardi di volta in volta diversi per creare un’architettura di immagini in successione che racconti una storia, che esprima e dia corpo a un pensiero.
Per questo, il primo passo per parlare di montaggio cinematografico è parlare dell’immagine e dell’inquadratura: perché è proprio davanti all’inquadratura che lo sguardo dello spettatore inizia il suo complesso percorso.

Nota
(1) Potremmo anche dire “entra in campo, esce di campo”, come si dice quando un personaggio entra ed esce dall’inquadratura.

 

Inquadratura, scena, sequenza di Diego Cassani e Fabrizia Centola - Dino Audino Editore

Inquadratura, scena, sequenza
di Diego Cassani – Fabrizia Centola

 

Dino Audino Editore

Pagine: 200
Pubblicazione: 2021
Prezzo: 23,oo euro

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