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Nomadland

Quando tutto sembra perduto, viene il tempo delle scelte: un nuovo stile di vita e la scoperta di un mondo alternativo e, a suo modo, felice. Un piccolo/grande film indipendente che ha conquistato tutti con la sua poesia, ora nelle sale italiane

È nelle sale italiane il pluripremiato film di Chloé Zhao, vincitore di tre statuette agli ultimi Oscar, come miglior film, miglior regia e migliore attrice (Frances McDormand), ma anche  un Leone d’oro a Venezia e due Golden Globe.

Basato sull’omonimo libro di inchiesta della giornalista Jessica Bruder, Nomadland racconta un’America dai grandi spazi fisici – i parchi nazionali del South Dakota, le vaste pianure del Nebraska, i paesaggi urbani di Arizona e California, e poi ancora deserti e foreste – ma dagli spazi umani molto angusti, stretta com’è nella morsa della recessione, della crisi del welfare e del sistema sanitario.

Nomadland

Protagonista (e produttrice) una grande Frances McDormand che non ha avuto paura di imbruttirsi per calarsi nei panni della sessantenne Fern, vedova e senza lavoro, alla ricerca di una nuova vita al di fuori della società e le sue convenzioni.

Così Fern si mette alla guida del suo furgone Ford e punta a Ovest. Troverà sulla sua strada quella solidarietà e voglia di vivere, quel calore umano che la nostra realtà quotidiana sembra aver perso, in piccole comunità di “nuovi poveri”: anziani ed emarginati senza speranze e senza lavoro, costretti a vivere una vita come moderni nomadi.

“Mi sento una outsider ovunque vada e credo che questo mi abbia fatto identificare naturalmente con i personaggi, sono attratta da chi sta ai margini della società” ha dichiarato la regista, che in questo film ha utilizzato, come nei precedenti, un cast composto per la maggior parte da attori non professionisti come i veri nomadi Linda May, Swankie e Bob Wells, compagni di viaggio di Fern.

Nomadismo come condizione dell’anima, dunque: cifra esistenziale ma non soltanto privata, specchio pubblico di un’America in crisi – ma forse il discorso può essere esteso anche a un intero modello di vita, quello occidentale – di valori e di opportunità.

Un road movie dei giorni nostri, presentato nelle sale USA anche in versione Imax, nel quale c’è pure un pizzico di Italia, con le struggenti e malinconiche musiche di Ludovico Einaudi.

Per chiudere, una curiosità che fa sorridere: quale sarà il prossimo lungometraggio dell’ormai lanciatissima Chloé Zhao? A Hollywood davvero tutto è possibile: dopo i primi tre film sugli emarginati, a novembre prossimo preparatevi per The Eternals, un film di supereroi prodotto dai Marvel Studios. That’s entertainment…!

G.P.

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