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Le Sorelle Macaluso

Di Luca Ragazzi

Il cinema in casa, un video proiettore con un buon impianto audio, al limite un computer con lo schermo molto grande, possono davvero sostituire l’emozione della sala cinematografica?
È una domanda retorica ovviamente, alla quale sappiamo rispondere tutti. Nulla può essere comparabile all’esperienza collettiva della sala cinematografica, delle risate all’unisono di sconosciuti che per 2 ore, poco più o poco meno, hanno deciso di condividere la stessa esperienza. Delle grida di giubilo o di spavento, suggerite dalla bacchetta di un direttore d’orchestra invisibile, della commozione che ci fa avere tutti gli occhi lucidi una volta riaccese le luci, quel lieve imbarazzo e la speranza che nessuno ci veda.

E anche se in questo anno di pandemia abbiamo dovuto rinunciare, tra le altre cose, proprio all’idea di “condivisione” anche tra amici e familiari, figuriamoci tra sconosciuti, in questo strano momento storico che ci ha indotti a diventare più individualisti e diffidenti, ora che finalmente si vede la luce in fondo al tunnel e che ogni giorno sono sempre di più le persone sottoposte al vaccino, ora che ci è stato dato finalmente il permesso di farlo, ecco che è venuto il momento di tornare a sederci in una sala buia accanto ad uno sconosciuto (per adesso ancora con il distanziamento sociale, si intende!) di fare il punto della situazione e capire quali film voler andare a vedere.

L'Hotel degli amori smarriti
Chiara Mastroianni in una scena de L’hotel degli amori smarriti.

Ci sono titoli che hanno avuto la sventura di uscire a pochi giorni dal lockdown, parliamo del primo dei tanti, quello originale, del 10 marzo 2020. È il caso per esempio di Volevo Nascondermi, di Giorgio Diritti, fresco dei sette David di Donatello appena vinti e che all’epoca (già, sembra una vita fa) era reduce dal successo del festival di Berlino. Fortunatamente si è scelto di ripescarlo dando la possibilità ai tanti che lo avevano perso, di recuperarlo in sala. La stessa cosa ahinoi non è successa al francese L’Hotel degli amori smarriti con Chiara Mastroianni, che meriterebbe senz’altro di tornare in sala, avendo i requisiti necessari per divenire un piccolo film di culto.

Per alcuni titoli di sicuro successo al botteghino, parliamo qui di mega produzioni hollywoodiane della Universal o Metro Goldwyn Mayer come Mission: Impossible 7 (girato tra Roma e Venezia) o 007 No Time To Die (con alcune scene girate a Matera) si è deciso di posticipare l’uscita anche fino al 2022, per buona pace dei tanti ammiratori del genere action movie che aspettavano con trepidazione i nuovi episodi della saga di Ethan Hunt o James Bond.

Un film che ha sofferto enormemente per lo slittamento nell’uscita è stato il bel Favolacce dei gemelli D‘Innocenzo che, reduce a febbraio dal premio per la sceneggiatura al festival di Berlino, è stato congelato per uscire poi solo il 15 giugno 2020, e a seguire in streaming. Veramente un titolo da recuperare per chi lo avesse perso, come il delicato 18 Regali di Francesco Amato con Vittoria Puccini, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, Le sorelle Macaluso di Emma Dante e Lacci di Luchetti, questi ultimi tre passati al festival di Venezia e usciti in sala nella breve finestra autunnale prima del secondo spietato lockdown, quello che non ci aspettavamo più, nonostante da mesi si parlava della “seconda ondata” che inesorabilmente sarebbe arrivata col calo delle temperature autunnali. Un altro film bellissimo che meriterebbe una seconda occasione dopo il fugace passaggio in sala è Roubaix, una luce, del francese Arnaud Desplechin, ormai considerato il grande erede della tradizione francese della Nouvelle Vague. Un film del genere molto amato dai cugini d’oltralpe, quello del polar ovvero la fusione di poliziesco e noir.

Bombshell
Charlize Theron, Nicole Kidman e Margo Robbie sono le interpreti di Bombshell.

Non sapremo mai come sarebbero andati al botteghino quei film che in sala non ci sono mai arrivati, come Gli Indifferenti, di Leonardo Guerra Seràgnoli, ennesima trasposizione dal romanzo di Moravia, non priva di un certo fascino decadente, con la sempre brava Valeria Bruni Tedeschi, o il pop L’Incredibile storia dell’Isola delle Rose, di Sydney Sibilia, con Elio Germano (si, si può ben dire un anno fortunato per l’attore romano) prodotto da Netflix e uscito direttamente sulla piattaforma, come anche La Vita davanti a sé con Sophia Loren (David di Donatello per l’interpretazione femminile) che la produzione Palomar avrebbe tanto voluto portare in sala prima del passaggio on demand, o Borat 2, l’esilarante avventura del giornalista kazako sessista e antisemita. Qualcosa ci fa credere che sarebbero andati bene.
Poi ci sono quei titoli americani che vantano cast di prim’ordine come Bombshell, con Nicole Kidman e Charlize Theron, invero un po’ televisivo nello stile, La donna alla finestra, thriller che omaggia Hitchcock, con la sempre brava Amy Adams e un’inedita Julienne Moore in versione bionda. Ancora la Moore in Dopo il matrimonio, remake americano del bel film omonimo della danese Susanne Bier, e poi Georgetown, debutto alla regia dell’attore due volte premio Oscar Christoph Waltz, ispirato alla vita vera e a dir poco incredibile di un tale, vagamente mitomane, che grazie ad un matrimonio di interesse con una ricca vedova e a molti biglietti da visita falsi, riesce nel suo intento diabolico di arrampicatore sociale. Di stile totalmente opposto Uncle Frank con Paul Bettany nel ruolo del titolo, ovvero un uomo omosessuale nel South Carolina degli anni ’70, costretto a presentare alla famiglia il suo compagno in occasione del funerale del violento patriarca.

La donna alla finestra
Amy Adams è La donna alla finestra diretto da Joe Wright.

Ci sono poi i titoli che sono usciti sia on demand che in sala come il bel film di Francesco Bruni Cosa Sarà, con un ottimo Kim Rossi Stuart, come il commovente Minari (oscar per l’attrice non protagonista alla sudcoreana Yoon Yeo-jeong nel ruolo della nonna ) e Nomadland, già trionfatore a Venezia e vincitore dell’Oscar per film, regia e interpretazione femminile. Un titolo, quello, che sarebbe veramente triste dover vedere sul piccolo schermo, dal momento che il vero protagonista è il paesaggio americano, con i suoi deserti rocciosi e i suoi tramonti.

Infine, ecco arrivati freschi freschi nelle nostre sale, film di sicuro successo che hanno preferito aspettare la riapertura, come l’ultimo Woody Allen Riftkin’s festival, compendio di tutta la sua cinematografia, con omaggi ai grandi maestri della settima arte, Un altro giro dello svedese Thomas Vinterberg, The Father, con il premio Oscar Anthony Hopkins e il bel film di François Ozon Estate 85, proiettato a ottobre scorso alla Festa del Cinema di Roma.

Ora dobbiamo solo sperare che con la percentuale sempre più bassa di contagi e con il caldo torrido in arrivo, siano in molti quelli che cercheranno il refrigerio di una sala climatizzata, e che la stagione cinematografica che da anni si parla di voler allungare all’estate (sul modello statunitense) possa diventare una realtà anche nel nostro paese.

Nella foto d’apertura una scena de Le Sorelle Macaluso di Emma Dante

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