fbpx

Cineasti di parole al CineVillage

Sezione Regionale del Lazio

Cineasti di parole al CineVillage

Sabina Guzzanti 2119 La disfatta dei Sapiens

Lo straordinario periodo di lockdown vissuto nel corso dell’ultimo anno e mezzo ha spinto numerosi cineasti a dedicarsi alla scrittura. Da Cristina Comencini ad Ambra Angiolini, da Paolo Genovese a Carlo Verdone, sono in molti ad aver dato spazio al desiderio di esprimersi attraverso la parola scritta. Da qui l’idea del giornalista Franco Montini di dedicare 8 appuntamenti, dal 15 Giugno al 4 agosto, nell’ambito del CineVillage Parco Talenti. Gli ospiti saranno invitati sul palco a raccontare il proprio libro e coinvolti così in un confronto tra linguaggio letterario e cinematografico. Al termine dell’incontro la proiezione del proprio film del cuore.

Dopo il primo appuntamento che ha visto ospite Enrico Vanzina con il suo nuovo libro Una giornata di nebbia a Milano ( Harper Collins) e la proiezione di Lockdown all’italiana, Ferzan Ozpetek è atteso per il 23 giugno per presentare il suo Come un respiro (Mondadori) e la proiezione di La dea fortuna.

Il 24 giugno Daniele Vicari racconta invece Emanuele nella battaglia ( Einaudi) e a seguire il film Il giorno e la notte e poi il 30 giugno Sabina Guzzanti con il suo 2119/La disfatta dei sapiens (HarperCollins) seguito dalla proiezione de La trattativa.

Pubblichiamo di seguito un estratto del libro di Sabina Guzzanti ‘2119 La disfatta dei Sapiens’ edito da HarperCollins che ringraziamo.

“Helene Mauer, ingegnere informatico figlia di ingegneri informatici, esce furtiva da una porticina laterale di una struttura gigantesca e scialba. Sotto contratto con il Consorzio delle multinazionali del web fin da prima della sua nascita, Helene è alta e sinuosa, ha capelli biondi e occhi da gatta, e indossa un soprabito di pelle nera sotto cui nasconde qualcosa che tiene ben stretto.
Attraversa a passi rapidi il piazzale esterno del Centro Ricerche e, arrivata al posto di controllo all’uscita della recinzione, mostra le sue credenziali ai robot armati, che la salutano attivando la modalità cordiale.
Si dirige verso il parcheggio delle sfere, si guarda intorno e sceglie quella più distante dalle altre. Un rampicante ostruisce l’apertura del portellone e lei lo strappa. Il ramo cade a terra e con movimenti impercettibili comincia a adattarsi al suolo, mentre Helene in un attimo si infila nella sfera e vola via. Sotto di lei appare la scintillante Butterfly con le sue meravigliose architetture avveniristiche, le installazioni d’arte sul mare, i giardini verticali.
L’isola è tutto ciò che resta dell’India dopo l’innalzamento delle acque, ed è la sede del Consorzio delle multinazionali padrone del web, dei suoi centri di ricerca e del suo gigantesco database.
Helene avvicina le labbra all’orologio: «Trenta secondi e atterro».
La sfera si posa lieve nel porto secondario di Butterfly. Alla banchina l’aspetta un motoscafo. Helene salta a bordo. Un uomo con il volto coperto la accoglie e la invita a scendere nella stiva.
La barca sparisce nel buio, planando sull’acqua a gran velocità.

Dall’altra parte del mondo, nel grande stanzone che ospita la redazione di Holly, sullo schermo di un computer un video mostra in primo piano gli occhi gialli di un gatto. È l’incipit della nuova puntata di Gattomat, la rubrica più popolare del giornale. Tess, l’autrice, ha montato le immagini del reportage come in un film western, alternando le pupille del gatto a quelle dell’uomo bello ed elegante che lo vuole catturare. Nel video l’uomo si avvicina, nonostante l’animale emetta un ringhio sordo e minaccioso. Tess ha utilizzato lo slow motion per il momento in cui il gatto con una zampata fa sanguinare la mano dello sconosciuto e ha usato la sua voce per far parlare l’animale: «Stai al tuo posto, paguro!».
Il paguro in questione reagisce con un sorriso smagliante. Col dispositivo da polso, prima si cura il graffio facendolo scomparire in pochi secondi, poi scatta una foto al gatto che fugge e la trasmette al satellite.
C’è qualcosa di visibilmente artefatto nella mimica dell’uomo, che pare costruita su modello di qualche attore famoso. È un tipico paguro che ha speso fior di quattrini per installarsi in corpo un j-jrex, la nuova generazione di impianti biocibernetici prodotti dal Consorzio. Nelle opzioni si possono scegliere fino a sessanta sfumature di sorriso; si può assumere l’atteggiamento più seducente, ambiguo o esplicito senza sforzarsi di trovare la fiducia in se stessi. L’ultimo modello, j-jrex.x1, regola perfino la produzione ormonale. Può farti profumare di sesso con l’intensità che decidi tu.
Nel XXII secolo si può comprare davvero tutto. Tutto tranne la libertà. Il prezzo della perfezione è la rinuncia progressiva al libero arbitrio. Il nomignolo paguri con cui i dissidenti chiamano i Crem, la minoranza ultramiliardaria del pianeta, allude proprio a questo: i portatori di impianti sono come conchiglie vuote, abitate di volta in volta dai desideri pilotati dalle strategie di marketing del Consorzio.”

© 2021 HarperCollins Italia S.p.A 

Sabina Guzzanti 2119 La disfatta dei Sapiens

 

2119 La disfatta dei sapiens
Sabina Guzzanti
HarperCollins

Pagine: 400
Prezzo: 16 euro

 

Share Button

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *