di Fabrizio Giovanardi C’è qualcosa di sublime nel cinema di Takeshi Kitano. Un sublime che unisce le connotazioni critiche e post-moderne di Lyotard, che vedeva nel sublime il frutto di una sperimentazione fortemente materiale e affatto metafisica, a quelle più tradizionalmente kantiane. Il sensus communis di cui parla Lyotard ben si sposa con l’estetica…

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